La nuova frontiera di fare soldi: le strisce blu.

Giuseppe Oliva

19/05/2009

Ormai in Italia la lotta contro le strisce blu si può anche vincere, infatti, a Roccamonfina il Sindaco Feole dopo essere stato accanito sostenitore della sosta a pagamento ha dovuto rivedere la propria posizione dopo gli insistenti reclami dei cittadini.
Purtroppo l’Italia è il paese dove di tutto esiste sempre il contrario di tutto, sembra fatto apposta per confonderti le idee e dare la possibilità ai furbi di fare il loro comodo, ebbene leggendo con attenzione il regolamento di attuazione che da facoltà e ripeto facoltà ai comuni di istituire le strisce blu si nota come da un lato esiste l’obbligo di istituire anche un congruo numero di posti liberi nelle immediate vicinanze ma subito dopo l’obbligo decade se la zona è densamente popolata o di particolare rilevanza urbanistica, ma il regolamento non dice che i residenti vanno tartassati alla stessa tariffa di chi viene da fuori e inoltre le zone di particolare rilevanza urbanistica stanno nascendo come i funghi nella nostra città, basta chiudere una strada per fare l’isola pedonale dietro ordinanza comunale che nella stessa decade l’obbligo di fare le strisce bianche, ma il problema del residente resta, non si può chiedere a chi già lascia l’auto in strada con il rischio di non ritrovarla il giorno dopo perché per sua sfortuna non possiede un garage a sborsare quasi € 5.000,00 l’anno per la sosta, questo è un dato di fatto davanti al quale nessuna deroga a valore, ma le amministrazioni se ne infischiano, alla faccia del dialogo e dopo aver raccolto 300 firme per chiedere di rivedere sia l’attuale che il prossimo piano parcheggi ci hanno sbattuto la porta in faccia, inoltre l’amministrazione da un lato ci dice che le strisce blu sono state fatte per regolamentare la sosta e il traffico ma poi senza nessun criterio si vernicia di blu anche il cimitero dove di traffico tranne che nei giorni della commemorazione dei defunti non mi pare che c’è ne sia.

Ma di esempi assurdi c’è ne sono migliaia giusto ieri nella puntata di striscia la notizia è andato in onda un servizio sulle strisce blu a Napoli, nel quale si evidenziava come le strisce blu erano spuntate intorno allo stadio S.Paolo in una zona dove fino a pochi giorni prima i vigili urbani hanno elevato contravenzione per sosta in zona pedonale e dove gli stessi cartelli di zona pedonale ci sono ancora, questo a parere mio si chiama rapina autorizzata.

Inoltre se i soldi vanno alle società di parcheggio private e se non vi è la custodia del veicolo esiste una sentenza della corte di cassazione la n° 5954 del 10/05/2000 che dice chiaramente che senza la custodia del veicolo non vi è l’obbligo del pagamento, per non parlare del fatto che quasi il 90% delle strisce blu fatte sul territorio di Aversa sono sulla carreggiata e il codice della strada lo vieta in base all’articolo 7 comma 6, inoltre verniciare di blu l’intera città non ha risolto i problemi di traffico che sono rimasti se non aumentati.

Non tutti sanno che i fondi derivanti dalla sosta a pagamento vanno reinvestiti dal comune per la costruzione di nuovi parcheggi e il rifacimento del manto stradale, questo principio è stato chiarito anche dalla Corte dei Conti che ha invitato i comuni al rispetto delle regole e chiarito che le amministrazioni non sono degli imprenditori e quindi non devono lucrare sulle spalle dei cittadini, per far chiarezza su questo puto il COMITATO CONTRO LE STRISCE BLU DI AVERSA ha fatto richiesta del bilancio comunale dal 1999 ad oggi per capire dove sono finiti gli incassi delle strisce blu, visto che le strade rotte erano e rotte sono rimaste e i parcheggi non c’erano prima e non ci sono ora.

Di seguito si allega la sentenza 116/2007 della Corte di Cassazione che annulla le multe sulle strisce blu se non vi sono anche le strisce bianche, tranne che nelle ZTL e isole pedonali:

Sono nulle le multe per le auto che parcheggiano nelle strisce blu se vicino non vi sono parcheggi liberi (ovverosia con “strisce bianche”). Lo ha stabilito la Corte di Cassazione (S.U. n. 116/2007) in una pronuncia, in cui respinge il ricorso del Comune di Quartu Sant’Elena (Sardegna) contro una sentenza del giudice di pace di Cagliari.
La Corte precisa, con la decisione, l’obbligo dei comuni di realizzare parcheggi liberi accanto alle aree a pagamento. Le sezioni unite civili della Cassazione, sottolineano che nei centri urbani – ad esclusione delle zone a traffico limitato, delle aree pedonali e da quelle di particolare rilevanza urbanistica – gli amministratori comunali hanno l’obbligo di realizzare, sempre, aree di sosta libera accanto ai posteggi a pagamento a fascia oraria. Ad avviso delle sezioni unite al giudice di pace è inoltre consentito accertare eventuali vizi di legittimità, nelle delibere comunali relative all’ istituzione di posteggi a pagamento.
Più precisamente la Corte ha chiarito che «qualora il comune assuma l’esercizio diretto del parcheggio con custodia o lo dia in concessione ovvero disponga l’installazione dei dispositivi di controllo di durata della sosta, su parte della stessa area o su altra parte nelle immediate vicinanze, deve riservare una adeguata area destinata a parcheggio rispettivamente senza custodia o senza dispositivi di controllo di durata della sosta».
Un obbligo che, invece, non sussiste «per le zone definite ad area pedonale e ’zona a traffico limitato, nonché per quelle definite A dall’art. 2 del decreto del ministro dei lavori pubblici e in altre zone di particolare rilevanza urbanistica, opportunamente individuate e delimitate dalla giunta nelle quali sussistano esigenze e condizioni particolari di traffico».
Detto questo, la Suprema Corte, venendo al caso in questione, rileva che legittimamente il Giudice di pace ha annullato le contravvenzioni inflitte all’automobilista dai vigili del comune perchè «solo l’ordinanza del 6 giugno del 1994 aveva previsto l’istituzione di un parcheggio libero, ma questo era situato in zona lontanissima dall’area riguardante le contestate violazioni».
Dunque, dice la Cassazione nel respingere il ricorso del comune di Quartu S.E., il giudice di merito «non ha esercitato un inammissibile controllo su scelte di merito rimesse all’esercizio del potere discrezionale dell’amministrazione, ma ha solo rilevato vizi di legittimità dei provvedimenti amministrativi istitutivi delle zone di parcheggio a pagamento, consistenti nella violazione dell’obbligo di prevedere anche aree di parcheggio libero».
In definitiva, la Cassazione ribadisce che «in ipotesi di irrogazione di sanzione pecuniaria per la sosta di autoveicolo senza l’osservanza delle fasce orarie, fissate nella relativa zona da ordinanza del sindaco, il controllo del giudice ordinario nel giudizio di opposizione deve ritenersi consentito con riguardo agli eventuali vizi di legittimità del provvedimento medesimo come quello consistente nella violazione dell’obbligo di istituire zone di parcheggio gratuito e libero in prossimità di aree in cui venga vietata la sosta o previsto il parcheggio solo a pagamento».
Si tratta di una sentenza rivoluzionaria infatti, il 50% delle multe comminate nelle città è impugnabile dinanzi ai Giudici di pace, ovviamente se non sono già scaduti 60 giorni. Anche laddove sono previste delle eccezioni, ossia zone a traffico limitato, aree pedonali e aree di particolare rilevanza urbanistica, i comuni dovranno dimostrare che ci si trova effettivamente dinanzi a zone di questo tipo.
La sentenza della Cassazione assume un importante significato perché si fa carico dei diritti dei cittadini troppo spesso violati per “tutelare” le esigenze di “cassa” dei Comuni.

Invito tutti i cittadini di Aversa a riflettere sull’effettiva validità della sosta a pagamento, sulla totale assenza degli abbonamenti per i residenti per non parlare del problema traffico e commercio che sotto la pressione anche dei grattini sta soccombendo, l’amministrazione non può estorcere € 5.000,00 all’anno per ogni auto lasciata in sosta in strada è una vergogna, queste persone non meritano di rappresentarci in nessun modo.

roccamonfina-la-fine-delle-strisce-blu.pdf

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